LIBERO DE RIENZO – addio al professor Bonelli di Smetto quando voglio

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LIBERO DE RIENZO – addio al professor Bonelli di Smetto quando voglio

Esuberante, imprevedibile e, almeno nei ruoli interpretati, tanto frizzante quanto carismatico, l’attore campano se ne va all’improvviso lasciando non poche scene che rimarranno nella mentalità commerciale del cinema italiano. Dotato di forte presenza scenica e di una propensione a bucare lo schermo in modo accattivante, ha dato voce, ad esempio, anche al camorrista Lello Iovine di Dolceroma, lavorando al fianco di attori come Luca Barbareschi e Claudia Gerini e dividendo il set con una moltitudine di attori della commedia italiana contemporanea e romanesca come Edoardo Leo e Stefano Fresi.

Classe 1977[1], l’attore era nato a Napoli ma ha vissuto a Roma dall’età di 2 anni, appassionandosi di recitazione grazie al padre Fiore De Rienzo, aiuto regista di Ciro Maselli. Vincitore di un David di Donatello nel 2002 come miglior attore non protagonista, ottenuto per la sua partecipazione al film Santa Maradona di Marco Ponti, l’artista partenopeo ha lavorato anche con Vanessa Incontrada come co-protagonista nel film A/R Andata + Ritorno del 2004, pellicola diretta sempre da Ponti, finendo più volte per prestare la sua voce voce anche per storie meno evasive e più seriose, come quella dedicata al giornalista Giancarlo Siani, ucciso dalla camorra e riportato nel film Fortapàsc di Marco Risi. Passando anche per diverse produzioni televisive come Nassiriya – Per non dimenticare di Michele Soavi  o Aldo Moro – il presidente di Gianluca Maria Tavarellidi,  il compianto attore, anche regista e sceneggiatore del film Sangue – La morte non esiste con Elio Germano, è stato anche uno dei quattro fratelli Lombardi ne La casa di famiglia al fianco di Lino Guanciale, Matilde Gioli e Stefano Fresi, suo compagno di set, quest’ultimo, anche nella trilogia Smetto quando voglio, Smetto quando voglio – Masterclass e Smetto quando voglio – Ad honorem. Diretti da Sidney Sibilia, i tre lungometraggi narrano la vicenda fittizia della losca rivincita che un gruppo di menti universitarie prendono nei confronti di un sistema che li avrebbe costretti ai margini, offrendo un vero e proprio palcoscenico a De Rienzo per dare sfogo alle sue abilità dialettiche, trasformistiche, mimiche e gestuali, per un personaggio difficile da dimenticare e che, invece, forse rende pienamente testimonianza del suo fascino sul grande schermo, della sua esuberanza e della sua vena comico-artistica. Tra le sue battute memorabili, è impossibile non citare lo sketch del secondo film sulla banda dei ricercatori Pietro, Sai che cosa vuol dire questo? …. che siamo tornati! o quella di Dolceroma in cui, parlando napoletano stretto, afferma di avere storie per fare film con la pala e dice Noi siamo legati da vicissitudini professionali, parlando con Oscar Martello (Barbareschi) e riferendosi ad Andrea (Lorenzo Richelmy).

[1] n. 24/02/77 – m. 15/07/21

By | 2021-07-16T21:46:51+02:00 Luglio 16th, 2021|Cinema, Speciali|0 Comments

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