GREASE – un trionfo di stile e colore con i motori rombanti dei Fifties

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GREASE – un trionfo di stile e colore con i motori rombanti dei Fifties

Ritratto in musica degli anni ’50 e della “generazione della brillantina”, il lungometraggio di Randal Kleiser esce al cinema il 30 Agosto del 1978, esplodendo sul grande schermo e diventando un cult per il genere della commedia romantica e musicale. Tratto dall’omonimo musical di Jim Jacobs e Warren Casey, Grease – Brillantina è considerato uno dei più celebri film di tutti i tempi, avvalorato nel 1979, tra l’altro, da 5 nomination ai Golden Globes e una ai Premi Oscar per la Miglior canzone. 

Protagonista nei panni di Danny Zuko, John Travolta caratterizza il suo personaggio di sfrontatezza e atteggiamento ribelle, particolarità, queste, su cui decide di lavorare per Sandy (Olivia Newton-John). Trasferitasi alla Rydell High School, la giovane ragazza australiana farà breccia nel cuore di Danny, il quale potrebbe persino rinunciare alla leadership dei Thunderbirds e mettere ogni cosa in discussione. Due i valori tematici principali del film, quali quello della fama apparentemente intoccabile e quello del trionfo dell’amore, in relazione tra loro nella storia condivisa e riflessa tra Danny e Sandy, i quali finiranno per scambiarsi inconsciamente le identità nel tentativo di compensarsi. Sullo sfondo della narrazione lo schieramento dei personaggi in gruppi studenteschi, fotografando il rapporto di Danny con Kenickie (Jeff Conaway) e gli altri dei T-birds, accanto a quello di Sandy con le Pink Ladies. Girato in California e celebrato nel XX anniversario dell’uscita con la riproposizione in sala, il film si struttura prevalentemente partendo dalle capacità recitative e l’impatto sullo schermo dei due protagonisti, unitamente ad una brillantezza della componente musicale, colonna sonora in cui spicca la canzone tema della pellicola Grease, scritta per l’occasione dal leader dei Bee Gees Barry Gibb. A dar man forte alla risonanza delle peculiarità degli anni 50, anche una certa attenzione alle scenografie sociali di parchi studenteschi e di rilevanza motoristica, versante, quest’ultimo, calcato attraverso le azioni meccaniche dei T-birds nel mettere a punto un veicolo fiammante, immagine restituita – a livello fittizio e immaginario – sia dal drive-in che da una delle sequenze clou del film, in cui Danny e i suoi elaborano un motore vincente a suon di canto, coreografie, musica e balli sfrenati.

By | 2020-08-13T09:37:12+02:00 Agosto 6th, 2020|Cinema, Cultura, Recensioni|0 Comments

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Federico Di Massimantonio