IRON MAN 3 – una spettacolarità d’eccezione per un significativo ensemble tematico

///IRON MAN 3 – una spettacolarità d’eccezione per un significativo ensemble tematico

IRON MAN 3 – una spettacolarità d’eccezione per un significativo ensemble tematico

Atto finale della trilogia ispirata al supereroe dei fumetti interpretato da Robert Downey Jr., il film segna il cambio della regia da Jon Favreau a Shane Black, meritevole di aver strizzato maggiormente l’occhio all’utilizzo sprezzante di effetti speciali, ad un linguaggio immediato, alla decorrenza rapida degli eventi e soprattutto all’importanza dei valori da assegnare al protagonista. Colto anche in un disegno tendenzialmente genitoriale, lo scienziato armaiolo fornisce manifestazione – come farà anche in altri film del franchise – di un animo personale/profondo e un istinto di protezione velatamente paterno[1], valore aggiunto, questo, delle trattazioni del MCU[2].

Stravagante e particolarmente bizzarro, Tony Stark (Downey Jr.) dovrà scendere a patti con il suo passato e con il suo atteggiamento spregiudicato, trovandosi a fronteggiare un presumibilmente irritato nemico mascherato da attore. In virtù di una trovata televisiva volta a far aizzare le antenne, il piano dell’antagonista del film sembra, infatti, partire da molto lontano, da quella conferenza a Berna dove, oltre ad aver incontrato Yinsen[3], il magnate dell’armeria avrebbe destato la sete di vendetta in Aldrich Killian (Guy Pearce), il quale scatenerà la sua furia sull’impero del fugace rivale e sull’intero Governo degli Stati Uniti attraverso la poco raccomandabile tecnologia Extremis. Affrescato sulle onde di una spettacolarità sublime, il prodotto cinematografico Marvel Studios spicca per la notevole attenzione ai dettagli, per un mero lavoro registico tra scene che calzano a pennello con la colonna sonora ed elementi scenografici atti a mantenere alta la suspense e per il trasbordo aereo tra l’incastro di armature e personaggi. Comunque presente nel frizzante ruolo di Happy Hogan, il regista delle precedenti pellicole della trilogia riveste una parte importante del lungometraggio, il primo che, in virtù di – insieme ad Iron Patriot (Don Cheadle) e Pepper Potts (Gwyneth Paltrow) – di spalla del protagonista e responsabile della sicurezza delle Stark Industries, ha smascherato la meschinità dei nuovi arrivati, ponendo dubbi sulle loro ambizioni.


[1] cfr Avengers:Infinity War e Avengers:Endgame – rapporto tra Stark/Iron Man e Spiderman

[2] Marvel Cinematic Universe

[3] L’uomo con cui ha assemblato la sua armatura iniziale e che ne ha permesso l’ascesa – cfr Iron Man

By | 2020-05-05T00:45:00+02:00 Aprile 13th, 2020|Cinema, Recensioni|0 Comments

About the Author:

Federico Di Massimantonio