HERBIE III – fuoco e scintille in Francia tra pista e passione

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HERBIE III – fuoco e scintille in Francia tra pista e passione

Terzo film della serie Disney che vede protagonista il famigerato maggiolino bianco Volkswagen, Herbie al rally di Montecarlo uscì nel 1977 per la regia dei Vincent McEveety, sbarcando nelle sale cinematografiche italiane nel Febbraio del ’78. Lasciato in garage per dodici anni, il veicolo sarà nuovamente condotto da Jim Douglas (Dean Jones) e avrà l’occasione di ristabilire il dominio nel mondo delle quattro ruote, assicurandosi non soltanto la vittoria, ma anche il record del tempo sul giro, sorprendendo giudici e rivali contro ogni previsione.

Sullo sfondo del prodotto disneyano, oltre al contesto motoristico tra rally e sterrato, anche l’infatuazione amorosa di Herbie per una sfavillante Lancia guidata da Diane (Julie Sommars), donna combattiva su cui aveva messo gli occhi il carattere interpretato da Jones che, nel film, può contare sull’aiuto del suo fido meccanico Wheely (Don Knotts) e soprattutto su quello della sua auto perspicace e talvolta dispettosa. A farne le spese, infatti, saranno l’ispettore Bouchet e due criminali ingaggiati per sottrarre un prestigioso diamante, smascherati proprio grazie alla macchina numero 53, chiamata a fronteggiare la Laser 917 e la Pantera degli agguerriti Bruno von Stickle e Claude Gilbert, finendo per insegnare qualcosa anche a loro sul senso del gareggiare e – al contempo della vita. Invaghito dell’auto dell’unica donna in gara, Herbie viene fotografato in momenti appassionati tutti da ridere, resi attraverso una predilezione per certi effetti scenografici stupefacenti, come la chiusura dei fari a mo’ di occhiolino, dando conferma di un vero e proprio lato intimo che attrae, un animo delicato e suscettibile che – se chiamato in causa sia nel bene che nel male – reagisce divorando anche le strade di Montecarlo. Riproponendo lo schema ormai consolidato di avventura, ironia, comedy e musica coinvolgente, il secondo sequel di Un maggiolino tutto matto spicca per l’attenzione naturalistico-scenografica della cava della città francese e per l’immissione di un sottofondo romantico, sia esso motoristico che umano.

By | 2020-05-08T02:00:53+02:00 Maggio 7th, 2020|Cinema, Recensioni|0 Comments

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Federico Di Massimantonio