TOMB RAIDER – Lara Croft nella versione di Roar Uthaug

///TOMB RAIDER – Lara Croft nella versione di Roar Uthaug

TOMB RAIDER – Lara Croft nella versione di Roar Uthaug

Uscito il 15 marzo 2018 e presente nel catalogo di Tim Vision, il reebot della saga cinematografica tratta dal formato videoludico sembrerebbe porsi quasi come un prequel delle avventure interpretate da Angelina Jolie, presentandoci il carattere dell’avventuriera esploratrice in una versione più fanciullesca e meno spregiudicata e fortemente condizionata dalle sue origini. All’oscuro della reale occupazione del padre, la donna interpretata da Alicia Vikander partirà alla volta della Cina per scoprire la verità sulla scomparsa del padre, trovando anche il modo di entrare maggiormente in confidenza con la propria vocazione.

Scortata da Lu Ren (Daniel Wu) e diretta verso il Mare del Diavolo, la giovane sarà protagonista di un vissuto spazio temporale a ridosso della leggenda della dea Himiko, riuscendo a concedersi, inoltre, un po’ di tempo con il suo genitore disperso per proteggere il Mondo dal maleficio covato nel sepolcro della divinità della morte. Scontrandosi con le intenzioni malevole di Vogel (Walton Goggins) e trovando una corrispondenza nella propria natura esplorativa, i due Croft dovranno combattere con gli invasori guidati dal carattere interpretato da Goggins, proteggendo se stessi e il luogo di Himiko attraverso degli enigmi. Proprio questo, presumibilmente, il senso stretto del lungometraggio del norvegese Uthaug, l’intenso legame tra padre e figlia, ripercorso attraverso una retrospettiva singolare di cui abbiamo notizia grazie ad una superba fotografia. Racconto di un tesoro ritrovato, il prodotto cinematografico risalta per una narrazione dettata allo studio del territorio e della tradizione, andando a frapporsi tra la modernità cittadina di Londra e le ambientazioni naturali dell’isola al di là di Hong Kong. Strutturata su un discorso a più voci, il film con Alicia Vikander restituisce l’immagine di una donna alla ricerca di se stessa, desumendo uno stretto legame con i valori della famiglia e predisponendo il racconto – come lascia intendere il finale – al ritratto di una donna caparbia d’azione.

By | 2020-01-20T21:45:37+01:00 Gennaio 19th, 2020|Recensioni|0 Comments

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Federico Di Massimantonio