ROCKY IV – l’essenza da campione misurata al di là dei confini nazionali

///ROCKY IV – l’essenza da campione misurata al di là dei confini nazionali

ROCKY IV – l’essenza da campione misurata al di là dei confini nazionali

Quarto capitolo della saga cinematografica relativa alle gesta dello Stallone italiano, il lungometraggio in oggetto, uscito in sala nel 1985, si sviluppa dal tema della perdita, quella che Rocky (Sylvester Stallone) vivrà dal momento della scomparsa del suo inossidabile e più vero punto di riferimento, l’amico Apollo Creed (Carl Weathers), sua spalla in molteplici occasioni.

Questo è forse il momento in cui il protagonista vede, più di ogni altra volta, crollare davanti a sé larga parte delle certezze acquisite dalla conquista del titolo iridato in occasione del duplice incontro proprio con il pugile interpretato da Weathers. Giunto a provocare l’America il massiccio atleta sovietico Ivan Drago (Dolph Lundgren) lancia la sua sfida al pugilato professionistico, provocazione immediatamente raccolta dall’orgoglioso ex campione dei pesi massimi ma risultata uno scontro ad armi impari. Sentendosi, probabilmente, in dovere di vendicare l’amico, Balboa decide di abbandonare il titolo e recarsi in Russia per un combattimento non autorizzato dalla federazione (cit.). Essenzialmente isolato dal suo Paese e dovendo cavarsela da “solo”, il pugile di Philadelphia lotterà contro i pregiudizi di una nazione diversa da quella americana e avrà l’occasione di misurarsi nella disputa contro un popolo intero o – come la considerava Apollo – del noi contro di loro (cit.). Servendosi di una strumentazione classica e percorrendo le cime innevate dell’Unione Sovietica, Rocky potrà far frutto delle lezioni apprese precedentemente sia da Micky che dallo stesso Apollo delineando un allenamento fisico “vecchio stile”, elemento, questo, in contrapposizione al training tecnologico e meccanico di Drago. Punto di forza della pellicola, oltre ad una superba regia e alla colonna sonora realizzata da Bill Conti e interpretata live – in uno dei brani clou – da James Brown, proprio il percorso di preparazione al match, un’incessante sequenza di potenziamento muscolare da parte di protagonista e antagonista, ad integrazione della tematica della contrapposizione uomo/macchina.

By | 2020-03-27T22:49:27+01:00 Luglio 12th, 2018|Cinema, Recensioni|0 Comments

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Federico Di Massimantonio