IRON MAN 2 – l’evoluzione del suggestivo prequel verso una narrazione a più voci

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IRON MAN 2 – l’evoluzione del suggestivo prequel verso una narrazione a più voci

Arrivato a due anni di distanza dall’esordio sul grande schermo del personaggio dalle ambizioni supereroistiche interpretato da Robert Downey Jr., il primo sequel della storia tratta dai fumetti Marvel Comics restituisce agli spettatori quelle stesse qualità brillanti del primo capitolo, strutturandosi sulla rivalità tra lo sfrontato miliardario dall’acuto carisma e un nuovo nemico appartenente – in un certo senso – al passato della sua famiglia.

Non disposto a cedere la sua creazione al Governo, Tony Stark (Downey Jr.) dovrà vedersela con il figlio dell’ex socio del padre, il quale, rispondente al nome di Ivan Vanko (Mickey Rourke), sembra sentirsi in diritto di richiedere la paternità di molti dei brevetti – tra cui quello del reattore Arc – delle Stark Industries e seminare il panico per sconfiggere Iron Man e mostrarsi al Mondo. Deciso a riprendersi ciò che gli spetta, il villain russo farà di tutto per mettere in difficoltà il filantropo che, provato anche dall’assuefazione del suo corpo al palladio, sintetizzerà un nuovo elemento e risolverà un oscuro mistero in merito alla vita grazie ad un patrimonio riservatogli dal suo mentore. Presumibilmente accecato dalla popolarità e vittima del colpo accusato per le privazioni governative, il protagonista andrà incontro alla perdita di sé per via della minaccia portata dal carattere interpretato da Rourke che, animato da una considerevole sete di vendetta, finisce in preda al rancore per un avvenire negatogli. Raccontata attraverso un uso sprezzante di scenografie aeree e personificazioni degne di nota, la storia pone in evidenza anche la diversificazione delle location, partendo dalla villa dell’ex magnate delle armi a Malibu fino ad arrivare allo sbalorditivo montaggio di intrecci meccanici di tipo acrobatico sulla pista di Montecarlo a Monaco. Tutte particolarità, queste, atte a conferire un valore aggiunto al prodotto anche grazie alla presenza maggiormente definita di Gwyneth Paltrow nei panni di Pepper Potts, del regista Jon Favreau nella caratterizzazione dello strambo Happy Hogan e dello S.H.I.E.L.D. nelle persone di Nick Fury (Samuel L. Jackson), dell’agente Natasha Romanoff (Scarlett Johansson) e dell’agente Phil Coulson (Clark Gregg).

By | 2020-05-05T00:53:15+02:00 Aprile 6th, 2020|Cinema, Recensioni|0 Comments

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Federico Di Massimantonio