INDIAN – l’importanza di credere in se stessi e prendersi cura delle cose

///INDIAN – l’importanza di credere in se stessi e prendersi cura delle cose

INDIAN – l’importanza di credere in se stessi e prendersi cura delle cose

Tratto da una storia vera e costruito a mo’ di racconto introspettivo, Indian – la grande sfida è un film toccante diretto da Roger Donaldson e ambientato tra la Nuova Zelanda e lo Utah, meta verso la quale Burt Munroe (Anthony Hopkins) si mette in viaggio per stabilire il record assoluto di velocità su strada con la sua moto, suo sogno, questo, covato da ben 25 anni. Mosso dal desiderio di perseguire l’obiettivo prefissatosi e disposto a sforare i limiti, il protagonista dovrà misurarsi con la meschinità e i preconcetti della gente, facendo i conti con la sua condizione di salute ma riuscendo ad esiliare tutto pur di vivere quella tanto ambita sensazione.

Strutturato sulle tematiche della determinazione, della dedizione e della consapevolezza, il lungometraggio affresca anche diversi valori importanti, quello dell’orgoglio e del coraggio, tramandati dal portavoce al suo giovane alleato, il vicino di casa Tom, l’unico a credere fortemente nella riuscita dell’impresa dell’amico e il primo che riceverà la notizia del trionfo. Sottofondo tematico intenso, quello della relazione generazionale tra i due finisce per restituire, presumibilmente e artisticamente, l’immagine di un rapporto attinente al confronto padre-figlio, specificato – da una parte – nell’interesse ad elargire insegnamenti di vita e – dall’altra – nell’attenzione alla felicità del prossimo. Saranno proprio le indicazioni sul come comportarsi senza arrendersi e del puntare al massimo a costituire il tessuto della sceneggiatura, arricchita dalla profondità delle situazioni intime del protagonista, il quale, pur di raggiungere la sua meta, non demorderà e si metterà spesso in gioco seppur contro le aspettative. Uscito il 27 Gennaio del 2006, il prodotto cinematografico tocca, seppur non vi si soffermi, alcune situazioni della Storia, brillando, al contempo, per l’integrità su cui risulta costruito lungo le corde dell’emotività di un uomo disposto a tutto pur di dimostrare a se stesso di potercela fare, base del soggetto, questa, restituita in modo esemplare dal ritratto di Hopkins e da cui si diramano preziosi insegnamenti rivolti proprio a tutti ma facenti presa soprattutto sul suo primo alleato. Sullo sfondo della pellicola l’esperienza e la saggezza del protagonista, qualità, queste, messe a disposizione del ragazzo, il quale non può far altro che osservare e imparare.

By | 2020-04-17T10:01:31+02:00 Aprile 16th, 2020|Cinema, Recensioni|0 Comments

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Federico Di Massimantonio