GLEE: THE 3D CONCERT MOVIE – il racconto di un fenomeno culturale, musicale ed umano

///GLEE: THE 3D CONCERT MOVIE – il racconto di un fenomeno culturale, musicale ed umano

GLEE: THE 3D CONCERT MOVIE – il racconto di un fenomeno culturale, musicale ed umano

Registrato nel New Jersey durante una tappa del tour -Glee Live!In Concert!- e proiettato dal 16 al 20 Settembre 2011 nelle sale italiane del circuito The Space Cinema, il film tendenzialmente documentaristico di Kevin Tanchaeron fornisce la testimonianza cinematografica della potenza della serie televisiva statunitense doppio Golden Globe, non solo raccontando l’evoluzione del prodotto e l’esperienza dei protagonisti, ma anche raccogliendo le testimonianze dell’audience, unita nel dichiarare come Glee abbia permesso un cambiamento nel modo collettivo di vedere, di pensare e di agire.

Lanciata nel 2009, la serie presenta le avventure scolastiche di un gruppo di liceali, uniti dalla comune passione per il canto corale e membri del Glee Club riportato in auge dal “veterano” professor Shuester, personaggio frizzante a cui ha dato emblematicamente voce Matthew Morrison. Elemento prominente del serial è l’attenzione conferita all’aspetto musicale, livello narrativo collegato ad un discorso più animistico-personale in quanto, in balia delle passioni e dell’adolescenza, i protagonisti finiscono per usufruire della musica per sfogarsi, raccontarsi, chiedere scusa, dichiararsi, in una sorta di dialogo con se stessi e con gli altri attraverso di essa. Punto di forza del film in oggetto proprio questo, il riconoscimento cioè di un successo strabiliante garantito dall’attenzione alla forma comunicativo-sentimentale per eccellenza e all’intimità dei ragazzi. In realtà emarginati e facenti parte di “minoranze” (cit.), i personaggi rispecchiano l’esigenza di raggiungere una accettabile uguaglianza, quella che viene rincorsa con costanza proprio per superare le diversità. Qui sta l’insegnamento fondamentale che – come dichiarato da alcuni fan nel corso del film concerto – ha dato il prodotto ideato da Ryan Murphy, l’accettarsi e il camminare sempre a testa alta nonostante i timori, le ansie e le difficoltà. Costruito unendo i momenti live del concerto e il dietro le quinte relativo agli incontri con cast e pubblico, il lungometraggio propone l’intenzione del team produttivo della serie a celebrare il successo con un live, avvalorato dalla presenza di alcune guest star come Gwyneth Paltrow e nato dall’unione di voci raccolte nel perseguire un sogno, quello di comunicare emozioni e sensazioni con le note. Uscito nel 2011, il film in oggetto si colora della partecipazione di tutto il cast principale, cimentatosi in una serie di concerti dal vivo per gridare a gran voce il messaggio dato da tutte le sei stagioni della serie, trasmessa fino al 2015 e profondamente toccata dalla scomparsa di due degli attori prominenti. Mettendo in scena un concerto epico a cui ha preso parte anche la diva Barbara Streisand, Lea Michele e Cory Monteith hanno guidato la squadra composta da Dianna Agron, Chris Colfer, Kevin McHale, Amber Riley, Mark Salling, Jenna Ushkowitz, Heather Morris, Chord Overstreet e Ashley Fink, a cui si sono uniti gli Usignoli guidati da Darren Criss/Blaine e le movenze di break dance di Harry Shum Jr. nei panni di Mike Chang. Tra i successi portati sul palco di East Rutherford, numerosi brani appartenenti alla cultura pop mondiale come Sing dei My Chemical Romance, I’m a slave 4 you di Britney Spears, P.Y.T di Michael Jackson, Born This Way di Lady Gaga, Somebody to love dei Queen e molti altri, a partire da alcuni di Aretha Franklin e diversi della Streisand, artista a cui si ispira sia il personaggio di Rachel Berry che la sua stessa interprete. Entrata nell’immaginario collettivo come serie televisiva musicale diretta e altamente coinvolgente, Glee ha animato un vero e proprio nuovo modo di vivere e relazionarsi e il film di Tanchaeron, caratterizzato da un gusto raffinato nei costumi e nel montaggio, funge da collante tra la finzione televisiva e la realtà tangibile.

By | 2020-08-06T17:14:45+02:00 Luglio 19th, 2020|Cinema, Recensioni|0 Comments

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Federico Di Massimantonio