ALDO FABRIZI – il versatile interprete della generazione romana del 900

///ALDO FABRIZI – il versatile interprete della generazione romana del 900

ALDO FABRIZI – il versatile interprete della generazione romana del 900

Comico e poeta romano vissuto il secolo scorso a Campo de’ Fiori[1], l’indimenticata “voce” della romanità artistica e cinematografica ha posto le basi – insieme ad Alberto Sordi ed Anna Magnani – per quella spumeggiante caratterizzazione che da sempre contraddistingue, a suon di battute e cadenze, la recitazione del teatro popolare romano[2], divenendo protagonista di un’invidiabile carriera nel mondo della Settima Arte ed alternandosi tra ruoli comici e drammatici, collaborando con registi come Rossellini, Monicelli e Steno e recitando al fianco di artisti come Totò e Peppino.

Di una professionalità encomiabile, il celebre attore capitolino è stato avvalorato anche da diversi riconoscimenti conferitigli durante la sua vita, a partire dal Premio biennale per speciali meriti artistici, assegnatogli dalla giuria della Biennale di Venezia per il suo ruolo ne Il delitto di Giovanni Episcopo, fino ad arrivare ad un Premio alla carriera conferitogli nell’ambito dei David di Donatello del 1988 dopo aver ottenuto, oltre al prestigioso titolo di Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana[3], anche  due Nastri d’Argento, uno dei quali come miglior attore non protagonista nel film di Ettore Scola C’eravamo tanto amati. Salito, nei panni di Mastro Titta[4], anche sui palcoscenici di Broadway[5] interpretando la canzone È bello avè na donna dentro casa, il vetturino di umili origini ha fatto risuonare, il lungo e in largo, il marchio del teatro romanesco e l’italianità in generale, dando i natali a numerosi personaggi caricaturali della Roma novecentesca, di cui è considerato una delle personalità essenziali[6] sia per una discreta vivacità che per l’intensità portata sullo schermo misurandosi con una vasta schiera di ruoli differenti per tratteggio e tonalità. Diversificata tra televisione, cinema e teatro, la sua attitudine alla circoscrizione dei personaggi intorno ad un dichiarato valore di appartenenza ha, senza dubbio, regalato al mondo dell’arte, del cinema e della televisione, alcune delle sue più valenti maschere. Apprezzato anche come regista, Fabrizi ha diretto pellicole imprescindibili nella conoscenza del cinema italiano, esordendo dietro la macchina da presa nel 1948 con Emigrantes e curando anche il soggetto e la sceneggiatura di film come Il maestro del 1957. Brillando nella messa in contrapposizione di un carattere essenzialmente concreto e un genitore che si ravvede e sceglie di far prevalere la consapevolezza di dover soddisfare i bisogni dei figlio, l’attore interpreta un padre apprensivo e non disposto a cedere a compromessi[7] assegnando un riconosciuto valore alla complicità tra genitori e figli, caratterizzazione, questa, messa in scena – dalla parte opposta – anche da Totò nella definizione del rapporto con la figlia. Film del 1960, la pellicola sopra descritta spicca per l’esplosività recitativa dei due talenti della comicità italiana, uno intento a fungere da ancora di salvataggio nei confronti di un figlio in preda al fuoco dell’amore e l’altro, pur di non sentirsi “succubo” (cit.) della moglie, desideroso di concedere la mano della figliuola ad un buon pretendente. Elemento fondante dell’esistenza stessa di Aldo Fabrizi, l’intenzione di un capofamiglia a provvedere al benessere della propria famiglia caratterizza molte delle produzioni dell’epoca, a testimonianza del ruolo del Cinema di un certo tipo nel ritrarre verosimilmente la vita, considerazione di cui – attraverso i suoi personaggi – il genio della comicità in questione si è fatto portavoce lungo un affresco quasi folk della romanità, già sperimentato da Sordi e Anna Magnani per poi essere ripreso da attori come la sorella Elena ‘Sora Lella’ Fabrizi, Nino Manfredi, Enrico Montesano o Carlo Verdone. 


[1] Roma, 01/11/1905 – Roma, 02/04/1990

[2] la sceneggiata romanesca costruita lungo i personaggi e la lingua dell’epoca

[3] cfr Debaser

[4] Celebre esecutore di sentenze capitali dello Stato Pontificio – noto anche come er boja de Roma

[5] cfr Rugantino, commedia musicale di Garinei e Giovannini – https://www.youtube.com/watch?v=f-xfbtF_Gd0, una delle scene della seconda edizione della pièce teatrale con Aldo Fabrizi ed Enrico Montesano

[6] cfr WIKIPEDIA

[7] Tema del film di Mario Mattoli Totò, Fabrizi e i giovani d’oggi

By | 2020-04-15T15:58:31+02:00 Aprile 2nd, 2020|Cinema, Speciali|0 Comments

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Federico Di Massimantonio