TOLO TOLO – lo sguardo poetico in musica di Zalone sulla modernità

///TOLO TOLO – lo sguardo poetico in musica di Zalone sulla modernità

TOLO TOLO – lo sguardo poetico in musica di Zalone sulla modernità

Alla sua prima regia, Checco Zalone al secolo Luca Medici affronta il tema delicato dell’attuale situazione internazionale, rifacendosi al contesto dell’immigrazione, elemento, questo, imprescindibile e trattato con le pinze nel richiamo della correttezza intellettuale e politica. Sbancando il box office e registrando il record di incassi[1] all’esordio, la pellicola diretta ed interpretata da Zalone si arricchisce delle musiche inedite del regista stesso, occupatosi anche della colonna sonora a tinte folk e dal contenuto evasivo e intelligente al tempo stesso.

Costruito su una fotografia spiazzante tra le bellezze naturalistiche delle Murge e la desolazione dei territori dell’Africa, il lungometraggio dell’artista pugliese si pone come spunto di riflessione sullo stato attuale dei movimenti migratori e sulla guerra stessa, in un certo senso. Deciso a “continuare a sognare”, Pierfrancesco ‘Checco’ Zalone abbandona il Bel Paese per fuggire nel continente africano, dove si improvviserà cameriere di un resort esclusivo prima di imbarcarsi in un “viaggio da clandestini” con Oumar (Souleymane Silla), Idjaba (Manda Tourè) e il piccolo Dodou alle volte del Mediterraneo. Costretti a fuggire dai trafficanti e dagli eserciti invasori, i personaggi del film diventano pretesto per portare alla luce determinati fatti commerciali, presupponendo un attento studio sul tema da parte del regista e dei coautori della sceneggiatura. Autore, interprete, musicista e regista, il comico lanciato da Zelig circoscrive una narrazione ad effetto, mirando a scuotere l’opinione pubblica e affacciarsi sull’orizzonte culturale italiano ed internazionale con una precisa impronta concettuale. Pellicola intelligente e di impatto, il film di Zalone diviene l’affresco di fatti ormai all’ordine del giorno e si pone come spaccato intellettuale che farà, presumibilmente, molto parlare di sé. In sala dal giorno di capodanno dopo l’anteprima del 31 Dicembre 2019, la nuova produzione Taodue ripercorre il successo del suo predecessore del 2016, assicurandosi un posto nella tradizione del cinema italiano di tipo comico e sociale.


[1] Precedentemente detenuto dal film Quo Vado?, interpretato nel 2015 da Checco Zalone per la regia di Gennaro Nunziante

By | 2020-01-06T15:38:34+01:00 Gennaio 2nd, 2020|Recensioni|0 Comments

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Federico Di Massimantonio