MICHAEL – la prima parte della leggenda del sovrano indiscusso del pop

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MICHAEL – la prima parte della leggenda del sovrano indiscusso del pop

Dal 23 Aprile in sala per la regia di Antoine Fuqua, il film biografico su Michael Jackson ha infranto il record di biopic con il maggior incasso della storia detenuto, fino a qualche ora fa, da Oppenheimer di Christopher Nolan. Con un debutto già esclusivo e strabiliante a pochi giorni dalla release, il film sul re del pop sembrerebbe confermarne la natura regale anche nel cinema e non solo nella musica, a testimonianza di quanto interesse e quanta curiosità la vita dell’artista di Gary (Indiana) continui a suscitare.

Interpretato dal nipote Jaafar Jackson, il compianto musicista classe 1958 viene restituito in un ritratto fedele che – attraversando la sua parabola professionale e personale tra scalata o ascesa al successo, trasformazione e consacrazione – ne mette in luce la potenza artistica, performativa e sociale. Accanto a ciò vengono sottolineati anche la legittimità dei messaggi civici contenuti in successi come Bad e Human Nature e il processo dell’antologia produttiva relativa al videoclip di Thriller, tra musica, ballo e cinema horror. Ad essere assenti sono successi come Earth Song e Black or white, anch’essi cariche di messaggi significativi che, presumibilmente, faranno parte della colonna sonora del sequel, ufficialmente confermato da Lionsgate e incentrato sulla seconda parte della carriera di Jackson. Non poteva bastare, infatti, un solo lungometraggio – seppur di oltre due ore – per raccontare ciò che Michael Jackson è stato, quello che, ancora oggi, rappresenta per il Mondo e quello che ha fatto per il prossimo. Ricorre infatti quest’anno il quarantesimo anniversario della realizzazione della canzone We are the world, scritta dal duo Michael Jackson/Lionel Ritchie per combattere la carestia del triennio ‘83-‘85 in Etiopia e interpretata da ben 45 artisti diversi, uniti nel far sentire la propria voce, a dimostrazione dell’animo benefico di tutti i protagonisti. Una vicenda critica, quella etiope, a cui la musica ha cercato di dare una risposta in termini di beneficenza, non solo con brani come quello sopra citato ma anche con eventi come il Live Aid 1985 a cui hanno preso parte, tra gli altri, i Queen con Freddie Mercury al suo ultimo concerto dal vivo in grande stile per “i 20 minuti che incantarono il Mondo”. Anche gli aneddoti attorno alla composizione e soprattutto alla registrazione di We are the world verranno probabilmente tracciati nel sequel, potenzialmente previsto in sala tra il 2029 e il 2030. Scritta da John Logan, la pellicola in oggetto ripercorre, in ultima analisi, il percorso di Michael – dalle prime apparizioni giovanili con i Jackson 5 – fino alla scoperta del suo straordinario talento di autore, cantante, musicista, ballerino e artista a tutto tondo, capace di “stregare” intere generazioni di persone. L’immagine del Re del pop viene restituita in modo significativo dalla performance del figlio di uno dei suoi fratelli, il quale dimostra non solo di aver studiato in modo esemplare lo zio, ma anche di essersi immedesimato nella sua vena artistica per quanto possibile, tanto da riportare sul grande schermo celebri passi come il Moonwalk di Billie Jean.

By | 2026-07-01T18:47:38+02:00 Giugno 30th, 2026|Cinema, Musica, News, Recensioni, Speciali|0 Comments

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