BREAKIN’ – ponte tra due mondi apparentemente opposti

///BREAKIN’ – ponte tra due mondi apparentemente opposti

BREAKIN’ – ponte tra due mondi apparentemente opposti

Ambientata nel mondo della break dance losangelina e passata anche con il titolo Breakdance, la pellicola di Joel Silberg costituisce uno dei film che hanno contribuito alla diffusione internazionale del b-boying[1] e delle danze hip hop, presentando la storia di Kelly (Lucinda Dickey), una ballerina accademica che troverà la vera ispirazione dall’incontro con gli street dancers Ozone (Adolfo Quinones) e Turbo (Michael Chambers).

Sentendosi usata e delusa dal suo maestro Franco (Ben Lokey), la protagonista deciderà di prendere in mano la sua carriera sperimentando la coesistenza tra differenti stili, in un mix tra classico e commerciale, stringendo una forte amicizia con i due e confrontandosi finalmente con il mondo esterno e la gente. Decisi a cambiare la classica concezione di arti performative, i tre si faranno valere in occasione di un’audizione professionistica, a cui hanno avuto la possibilità di accedere grazie alla rappresentanza di James (Christopher McDonald) e al loro istinto, finendo per stupire i giudici, i quali troveranno nel buon ritmo e nelle acrobazie break una chiave tanto innovativa quanto soddisfacente. Dando voce al timore delle novità e dell’inedito, i tre esaminatori dovranno ricredersi una volta palesatosi uno spettacolo dinamico di emozione e corpo davanti ai loro occhi. Film del 1984, il lungometraggio percorre – in un certo senso – il filone narrativo di produzioni come Flashdance, mettendo al centro della narrazione la danza e il bisogno di esprimersi attraverso la performance, valore tematico che sarà successivamente ripreso da pellicole e serie come -Step up- e -Street Dance-, ugualmente strutturate sulla simbiosi tra classico e moderno. Supportato da una fresca e coinvolgente colonna sonora tra tonalità rap, influssi rock e confezionamento di tipo pop, il film spicca per l’inserimento di melodie classicheggianti nella struttura della commedia, per poi assestarsi su un genere di tipo musical nel sequel Breakin’ Electric Boogaloo dello stesso anno.


[1] Danza di strada sviluppata da teenager afro-americani e latino-americani nel Bronx di New York a partire dalle feste organizzate da dj Kool Herc nel 1972

By | 2020-08-11T21:51:19+02:00 Agosto 5th, 2020|Cinema, Recensioni|0 Comments

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Federico Di Massimantonio