BLACKPINK: LIGHT UP THE SKY –il documentario Netflix sull’ascesa del gruppo femminile K-pop da Billboard[1]

///BLACKPINK: LIGHT UP THE SKY –il documentario Netflix sull’ascesa del gruppo femminile K-pop da Billboard[1]

BLACKPINK: LIGHT UP THE SKY –il documentario Netflix sull’ascesa del gruppo femminile K-pop da Billboard[1]

Disponibile dal 14 Ottobre sulla popolare piattaforma streaming (qui il link), il contenuto audiovisivo si presenta come un documentario sulla vita e sulla professione di uno dei gruppi del pop coreano più amati sul pianeta, quello delle Blackpink, quartetto femminile composto da Jennie, Rosé, Jisoo e Lisa e rappresentato dalla YG Entertainment, che, tra l’altro, è anche coproduttrice del film in oggetto. Diretto da Caroline Suh e ritratto di quello che è stato un percorso iniziato con le fasi di training-tirocinio (cit.), il lungometraggio mostra non soltanto le fasi del raggiungimento del successo planetario di queste giovanissime musiciste, ma anche la loro interiorità in relazione allo show business, in una travagliata esperienza tra mille difficoltà, talvolta caratterizzata da malinconia e nostalgia.

Prese separatamente, le musiciste tendono a liberarsi di quella maschera di artiste e ritornare, anche solo per un attimo, le giovanissime ragazze che sembrerebbero ora soffrire la mancanza delle famiglie e della loro casa. Rivolgendo lo sguardo alle loro sensazioni, il prodotto cinematografico tende a soffermarsi sui momenti più spettacolari del cammino delle quattro verso il successo, rivelandone, infatti, anche molteplici retroscena del loro esser diventate, da ragazze spensierate, delle star poco più che ventenni della musica sudcoreana ma non solo. Formatosi a Seul nel 2016, il gruppo ha battuto numerosi record, vantando, oltre a 2 album in studio e 3 dal vivo[2], anche collaborazioni con artiste del calibro di Dua Lipa, Selena Gomez e Lady Gaga, al fianco delle quali hanno inciso Kiss and Make Up, Ice Cream e Sour Candy. Riuscendo a farsi valere anche sull’ambito palco del Coachella, le musiciste riescono, nella fotografia restituita dalla Suh, a portare in giro, servendosi di voce e presenza scenica coinvolgenti, la propria patria e il loro grado di appartenenza ad un rigido e repentino schema artistico, talvolta gravante sullo status di individui e – in questo caso – di donne alle prese, come da immagine restituita dal docu-film, con timori, paure e turbamenti.


[1] Le Blackpink sono state il primo il gruppo femminile coreano ad entrare nella Billboard Twitter Real Time, raggiungendone la vetta. Piazzatesi tra l’altro nella Billboard Social 50 e nella Billboard Hot 100, si sono aggiudicate la quinta e la tredicesima posizione delle classifiche, le più alte raggiunte, fino ad ora, da un gruppo femminile K-pop.

[2] cfr WIKIPEDIA

By | 2020-10-17T15:16:36+02:00 Ottobre 16th, 2020|Cinema, Recensioni|0 Comments

About the Author:

Federico Di Massimantonio