L’ALTRA METÀ DEL CIELO – il debutto di Vasco alla Scala

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L’ALTRA METÀ DEL CIELO – il debutto di Vasco alla Scala

Riproposto nel pomeriggio su Rai 5, lo spettacolo realizzato su alcuni dei più celebri successi del rocker emiliano dedicati alle donne si é rivelato un fulcro di passione ed emozione, segnando la prima esperienza teatrale di Vasco Rossi, il quale si é occupato anche della drammaturgia della messa in scena sulle coreografie di Martha Clarke. Spiccando per il contenuto narrativo delle storie performative, la scena definisce il perfetto matrimonio tra i testi di canzoni come Albachiara, Sally, Jenny è pazza o Un senso e l’interpretazione fisica attraverso movimenti che siano essenzialmente provocatori o – per dirla alla Vasco – provocautori.

Andato in scena per la prima volta il 3 Aprile 2012[1] dopo la prima delle prime del 22 Marzo al Teatro alla Scala di Milano[2], il balletto ha raccolto una vastissima partecipazione su scala generazionale, appassionando e permettendo di incontrare un universo fatto di contatto con un arte polifunzionale e le relative sensazioni, di socialità e grazia ammaliante. Trasportando i telespettatori all’interno della culla soave della musica, della danza e dell’arte in genere, il contenuto televisivo diretto da Lorena Sardi lascia aspirare al ritorno della normalità, da riconquistare con cautela e prudenza per godere nuovamente di tutto ciò che i rapporti interattivi permettono, anche nella bellezza e nel culto di determinati contesti o situazioni. Tredici le canzoni selezionate da Vasco Rossi per raccontare quattro momenti diversi della vita, siano questi l’adolescenza, la maturità, la crescita o l’abbandono, descritti rispettivamente a ridosso dell’interiorità e della personalità di tre donne differenti, Albachiara, Susanna e Silvia. Chiamate a mutare inesorabilmente e diventare Jenny, Laura e Sally, le figure femminili vivono nel racconto romanzato del passaggio rispettivamente per lo stato d’animo di un’Anima fragile e un’Incredibile romantica, per quello combattivo di Brava o Brava Giulia e per quello angosciato di Delusa[3]. Orchestrate da Celso Valli, le interpretazioni teatrali delle musiche di Vasco spiccano per il linguaggio di una schiera di ballerini, sei solisti con corpo di ballo al seguito, atte a brillare nell’elevazione celeste delle canzoni tratte dalla tracklist del ventiseiesimo disco del cantautore, nella trasposizione delle intenzioni musicali a mo’ di linguaggio corporeo e coreografico.


[1] La prima rappresentazione, inizialmente prevista per il 1 Marzo 2012, è stata posticipata a causa di uno sciopero indetto dalla Segreteria Territoriale e RSA SLC-CGIL | lo spettacolo ha avuto successivamente 7 repliche dal 6 Settembre 2013 – cfr WIKIPEDIA

[2] cfr Archivio storico Teatro alla Scala

[3] cfr Bit Culturali

By | 2020-05-23T15:39:51+02:00 Maggio 21st, 2020|Musica, Recensioni, Teatro|0 Comments

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Federico Di Massimantonio