STEP UP 3D – un largo entourage di artisti e performer in un’ambientazione underground

///STEP UP 3D – un largo entourage di artisti e performer in un’ambientazione underground

STEP UP 3D – un largo entourage di artisti e performer in un’ambientazione underground

Presentato in anteprima il 2 Agosto 2010 all’El Capitan Theatre di Hollywood e uscito nelle sale cinematografiche mondiali quattro giorni dopo, il film è stato distribuito in Italia dalla Eagle Pictures a partire dall’8 Ottobre, ponendosi come terzo capitolo della relativa saga incentrata sulle arti performative della danza e dell’hip hop. Sequel di Step Up del 2006 e Step Up 2 del 2008, il lungometraggio vede la regia di Jon Chu ed è ambientato a New York, suggestiva metropoli dove Muso (Adam G. Sevani) si reca insieme a Camille (Alyson Stoner) per studiare ingegneria e lasciarsi il talento per il ballo alle spalle. Casualità vorrà, però, che il talentuoso carattere interpretato da Sevani potrà mettersi in mostra prima surclassando Kid Darkness (Daniel Campos) e poi venendo reclutato da Luke (Rick Malambri) per la crew dei Pirati.

Intenzionato a conservare la memoria dei genitori e continuare il loro operato, il leader interpretato da Malambri gestisce un centro ricreativo con dancing hall sottostante, divenuto rifugio sicuro per la sua cripta fino a quando non riceve un avviso di sfratto. Comprata dal rivale Julien (Joe Slaughter), la proprietà immobiliare potrà essere riscattata soltanto pagando le tasse arretrate, motivo per cui Luke vedrà come unica soluzione la vittoria della World Jam, una competizione di break dance in cui i Pirati potranno scontrarsi con i Samurai ad armi pari, avvalendosi della forma del nuovo arrivato Muso, di Jenny Kido (Mari Koda), della crew dell’MSA e soprattutto di Natalie (Sharni Vinson), fascinosa ballerina che, entrando in contatto con l’animo solidale e volenteroso di Luke e condividendo una love story con lui, si rivelerà essere l’arma vincente dei Pirati per la complicità assoldata con il dancer a capo del gruppo. Dotata di una sfavillante colonna sonora in cui spiccano pezzi come Empire state of mind di Alicia Keys e Club can’t handle me di Flo Rida in featuring con David Guetta, la pellicola risalta anche per l’impostazione tridimensionale altamente coinvolgente, mettendo la performance come parte clou del prodotto e guardando anche al lato sentimentale sbocciato anche tra gli inseparabili Muso e Camille, quest’ultima rivelatasi fondamentale nella presa di consapevolezza delle propria potenzialità e del proprio ruolo da parte dell’amico.

By | 2020-08-27T16:24:30+02:00 Agosto 19th, 2020|Cinema, Recensioni|0 Comments

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Federico Di Massimantonio