EL MARIACHI – Independent Spirit Award nel 1994 per miglior film d’esordio a Robert Rodriguez[1]

///EL MARIACHI – Independent Spirit Award nel 1994 per miglior film d’esordio a Robert Rodriguez[1]

EL MARIACHI – Independent Spirit Award nel 1994 per miglior film d’esordio a Robert Rodriguez[1]

Debutto cinematografico per il “factotum” spagnolo[2], il lungometraggio costituisce il primo atto dell’esuberante trilogia chiusa nel 2003 da C’era una volta in Messico, dopo un primo sequel dal titolo Desperado, secondo film di Rodriguez uscito nel 1995. Dedicata dal regista al western e in particolare a Sergio Leone, la serie cinematografica spicca per l’attenzione riservata all’ambientazione messicana tra ranch e taverna, fulcro portante della produzione, nonostante la sua essenza va certamente riconosciuta nel coinvolgimento e nell’interpretazione della brillante vicenda da parte di un cast di attori principalmente non professionisti, questo per contenere i costi così come le riprese una tantum e il montaggio raro o per lo più assente.

Film low budget girato al confine settentrionale della città di Cludad Acuña, il prodotto in oggetto era pensato per la sola distribuzione ispanica, direzione motivata dalle non altissime pretese internazionali di Rodriguez stesso, il quale è anche produttore della pellicola con cui, però, suscitò l’interesse della Columbia Pictures che, dopo essersi accaparrata i diritti per una distribuzione negli States, ne finanziò anche i due sequel. Alla base del primo film la tematica dello scambio di persona, fatto gravante sul musicista protagonista interpretato da Carlos Gallardo che, desideroso di ripercorrere la tradizione mariachi della famiglia, verrà confuso con il losco galeotto Azul (Reinol Martinez) per via dell’abbigliamento. Intenzionato a regolare i conti con Mauricio/Moco (Peter Marquardt), il carattere interpretato da Martinez sarà artefice di un depistaggio considerato più che conveniente, tanto da mettere in pericolo la vita del Mariachi, il quale potrà soltanto far affidamento sull’aiuto della barista Domino (Consuelo Gómez) e sul suo talento alla chitarra per scampare agli aguzzini, finendo per vivere un’esperienza al limite tra sequenze pulp e scene splatter a ridosso di inseguimenti e sparatorie resi emblematici da un montaggio veloce e vorticoso. Aggiudicandosi diversi riconoscimenti anche al Sundance Film Festival e al Festival del cinema americano di Deaudville[3], il film ha rappresentato un ottimo punto di partenza per Rodriguez ed è stato anche scelto nel 2011 per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.


[1] San Antonio, 20/06/1968

[2] Robert Rodriguez è autore del soggetto, regista, co-produttore e sceneggiatore, curandone anche il montaggio, la fotografia e gli effetti speciali.

[3] cfr WIKIPEDIA

By | 2020-05-25T11:09:30+02:00 Maggio 23rd, 2020|Cinema, Recensioni|Commenti disabilitati su EL MARIACHI – Independent Spirit Award nel 1994 per miglior film d’esordio a Robert Rodriguez[1]

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Federico Di Massimantonio